NEWS ED EVENTI

L’Ucraina vicina al default

Senza aiuto esterno, l’Ucraina non sarà in grado di pagare il suo debito nei prossimi anni. Questa la valutazione del Fondo Monetario Internazionale che sta esercitando pressione sul governo di Kiev per ottenere l’istituzione di un organo indipendente per la lotta alla corruzione endemica ed il ritocco verso l’alto dei prezzi del gas naturale.

Date le condizioni di politica interna del paese, le ostilità nei suoi territori orientali e l’incapacità di riformare il sistema economico a causa degli ingenti interessi sul debito estero che assorbono gran parte delle risorse a disposizione, il Fondo Monetario Internazionale è l’unica fonte di supporto finanziario a disposizione dell’Ucraina.

Le due misure suggerite dal Fondo, quindi, puntano ad assicurare la solvibilità di Kiev, mentre allo stesso tempo, cercano di combattere lo sfruttamento di debolezze strutturali che incoraggiano pratiche illegali.

La più grave di queste violazioni riguarda il mercato del gas, nel quale la materia prima viene acquistata per una futura distribuzione destinata all’uso domestico, sussidiato dallo Stato, ma poi impiegata per utilizzo industriale, consentendo a cartelli di compagnie private o parastatali di aggirare i costi di fornitura più alti per le aziende, con un notevole danno erariale.

Per contrastare la pratica, l’FMI ha richiesto l’adeguamento dei prezzi del gas al corrente valore di mercato della risorsa, come già nel 2016, quando il governo ucraino era riuscito ad imporre un prezzo unico da rivedersi a scadenze regolari. Tuttavia, l’impegno è stato di breve durata, visto il successivo veto del gabinetto ministeriale nel 2017 che si è rifiutato di operare un rialzo del 18% del prezzo al consumo in vista dell’inverno. 

Sul fronte della lotta alla corruzione i progressi sono scarsi e poco incoraggianti: alla data odierna la proposta di legge riguardante la creazione di una Corte anticorruzione in Ucraina non è ancora approdata al dibattito parlamentare, a causa della non conformità delle sue disposizioni su quanto invece stabilito dalla Commissione di Venezia del Consiglio D’Europa in materia di trasparenza ed indipendenza della selezione dei giudici.

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo



Login Form

Registrati per essere sempre informato sulle novità e per iscriverti alla nostra newsletter!

Registrati