NEWS ED EVENTI

Il Consiglio dell’Unione Europea, dopo ore di negoziati serrati, ha finalmente trovato un accordo sui nuovi volti dell’Unione. Le nomine alle principali cariche dell’UE, più che rispecchiare un effettivo assestamento degli equilibri post-elettorali, sembrano tuttavia essere espressione di un rafforzamento dell’asse franco-tedesco, non più solo informalmente alla guida dell’Europa. A testimonianza di questo vi è la totale esclusione dei Verdi, i vincitori morali delle elezioni, a cui sono state affidate semplicemente due vicepresidenze su quattordici.

Concentriamoci però sui fatti e non su quello che sarebbe potuto essere: chi sono i nominati?

Ursula von der Leyden - Commissione Europea 

 

 

 

 

 

Source: Reuters.

Tedesca formatasi tra Bruxelles e Londra, membro della CDU dal 1990, Ursula von der Leyden è stata scelta per guidare la Commissione Europea. Primo Ministro della Difesa donna, già Ministro del Lavoro e degli Affari sociali (2009-2013) e alla Famiglia (2005-2009) è stata indicata più volte come potenziale erede di Angela Merkel, senza riuscire però a convincere pienamente la base del partito.

Christine Lagarde - Banca centrale Europea

Source: Getty Images/AFP.

 

Avvocato specializzato in economia e finanza, nel 1999 Christine Lagarde è stata nominata presidente del consiglio di amministrazione dello studio legale Baker & McKenzie. Nel 2005 è stata Ministro francese del Commercio estero e nel 2007 la prima donna Ministro dell’Economia. Lagarde è anche l’attuale  direttrice del Fondo monetario internazionale

David Sassoli - Parlamento Europeo

Source: Lapresse.

 

Membro di S&D, ex vicedirettore del TG1, David Sassoli è approdato alla presidenza del Parlamento Europeo coronando una lunga carriera politica tra le fila del centrosinistra. Sassoli ha iniziato la sua vita giornalistica  lavorando per il quotidiano “Il Tempo”, passando poi all’agenzia Asca e svolgendo il ruolo di collaboratore anche per il “Giorno di Milano”. L’elezione di Sassoli sorprende soprattutto per i suoi numeri.  Infatti, se i socialisti lo hanno votato in blocco, tra popolari e liberali ci sono state molte defezioni: delle oltre 442 preferenze attese - date dalla maggioranza europea formata dalla coalizione tra Socialisti, Liberali e Popolari -  l’italiano ne ha ottenute solamente 345, rendendo evidente l’esistenza di 97 franchi tiratori.

I risultati finali delle elezioni all’Eurocamera hanno visto il conservatore ceco Jan Zahradil - supportato dalla Lega - incassare 160 voti, la verde Ska Keller 119 e la spagnola della sinistra Sira Rego 43.

Josep Borrell - Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza

Source: EFE/Archivo.

 

Ministro degli Affari esteri, dell'Unione Europea e della Cooperazione del governo Sanchez, Borrell ha iniziato la sua carriera da parlamentare nel 1986. Dopo aver ricoperto la carica di Ministro delle Opere pubbliche, dei Trasporti e dell’Ambiente, nel 2002 partecipa alla Convenzione europea sul futuro dell’Europa. Nel 2004 è diventato presidente  dell'Europarlamento, carica mantenuta fino al 2007.

Charles Michel - Consiglio Europeo

Primo Ministro del Belgio eletto nel 2014, Charles Michel ha rassegnato le dimissioni nel 2018, rimanendo in carica per accompagnare il Paese fino alle nuove elezioni. Michel sarà il secondo belga ad assumere la carica - detenuta da Herman Van Rompuy dal 2009 al 2014 - da quando è stata creata dal Trattato di Lisbona (2007).

Eletto al Parlamento federale all'età di 23 anni, Michel ha avuto una rapida ascesa politica, tanto da da diventare Ministro del governo regionale della Vallonia solamente due anni dopo. A 32 anni, è stato incaricato del dicastero per lo sviluppo, ruolo che ha ricoperto per tre anni, ovvero fino a quando non è diventato il leader del Movimento Riformista, partito liberale francofono.

 

Sassoli, insediatosi all’Europarlamento, sarà presto affiancato da Michel e Lagarde alla guida delle istituzioni europee. Ursula von der Leyen sembra invece essere ancora in bilico - per la Presidenza della Commissione è infatti prevista la ratifica del Parlamento Europeo. A dirlo sono proprio i voti espressi dall'Aula di Strasburgo in occasione dell'elezione di David Sassoli.

Il rischio concreto è che, quando in seduta di metà luglio la candidata alla presidenza della Commissione dovrà presentarsi alla Camera per chiedere la fiducia, molti tra i socialisti non la voteranno. Sicuramente non lo faranno quelli della Spd, che hanno giá annunciato la loro astensione, facendo sembrare quei 376 voti necessari una vetta non facile da raggiungere.

Il 18 giugno, il Consiglio dell’Unione Europea, tenendo conto delle valutazioni effettuate dalla Commissione, in linea con i principi che guidano la politica di allargamento e integrazione europea, ha deciso di congelare temporaneamente i dossier di Montenegro, Serbia, Turchia, Macedonia del Nord, Albania, Bosnia Herzegovina e Kosovo.

Albania e Macedonia, che insieme a Serbia, Turchia e Montenegro detengono lo status di paesi candidati, vedono nuovamente rinviata l’apertura dei 35 capitoli tematici che formano l’acquis communautaire. Inoltre, considerando la rilevanza della questione, il Consiglio ha ritenuto opportuno rimandare la discussione ad ottobre, quando la nuova Commissione sarà ormai formata.

Al Montenegro, che si appresta a chiudere gli ultimi tre capitoli, il Consiglio raccomanda l’assunzione di un atteggiamento pro-attivo che permetta l’effettiva implementazione dello Stato di diritto e una rapida attuazione delle riforme. Lo stesso punto è stato sollevato nei confronti della Serbia che, con 18 capitoli all’attivo, deve comunque impegnarsi affinché siano garantite la libertà di stampa e d’espressione. Allo stesso tempo, le autorità serbe devono facilitare il dibattito tra le forze politiche, senza trascurare la delicata questione legata ai crimini di guerra e al dibattito pubblico ad essi connesso.

La Turchia, partner di fondamentale importanza per l’Unione, è stata invitata ad evitare derive politiche che vadano a discapito dei diritti fondamentali dei suoi cittadini.

Bosnia Herzegovina e Kosovo, che detengono invece lo status di paesi candidati potenziali, necessitano un approfondimento specifico. La Bosnia, dopo quasi dieci mesi di negoziazioni interne, dovrebbe uscire dall’impasse politica formando al più presto un nuovo governo, in modo da poter portare avanti quanto di buono già iniziato. Al Kosovo, invece, è stata fatta notare l’insensatezza dell’aumento delle tariffe doganali operato negli scorsi mesi in aperta violazione del Central European Free Trade Agreement (CEFTA) e dello Stabilisation and Association Agreement (SAA). Pristina dovrebbe dare priorità all’individuazione di efficaci mezzi di contrasto alla radicalizzazione e al terrorismo, oltreché al rafforzamento del processo elettorale.

La Croazia sarà il paese ospitante per l'ottavo summit dell'Iniziativa 16 + 1 (CEEC) nell'aprile 2019. L'iniziativa è stata annunciata per la prima volta nel 2012 a Varsavia ed è stata seguita da vertici annuali in diverse città dell'Europa centrale (soprattutto) e Suzhou in Cina. Nel 2017 l'evento si è svolto a Budapest, mentre nel 2018 a Sofia. Ogni anno "16 + 1" riunisce non solo i primi ministri ma anche molte aziende di tutti i paesi partecipanti - l'anno scorso settore di business era rappresentato da più di 250 imprenditori cinesi e 700 europei.

Il summit di quest'anno si terrà nella città di Dubrovnik e durerà tre giorni tra il 10 ed il 12 aprile. I temi principali del summit saranno incentrati sullo sviluppo delle politiche commerciali, sulle soluzioni per la semplificazione dei trasporti (sia facilitazione per i visti sia nuove rotte aeree)  e sul grande progetto ”One Belt, One Road” (Nuova Via della Seta), mentre l'ultimo giorno sarà dedicato al Forum Economico, opportunità di contatto con un gran numero di progetti di investimenti di Cina o di paesi dell'Europa centrale e orientale in infrastrutture, innovazione, produzione, commercio, turismo e cultura. Dopo le presentazioni principali, si svolgeranno sessioni ed incontri B2B.

La diplomazia croata da anni sta lavorando per migliorare le relazioni con la Cina - ad esempio è cinese l’azienda che si è aggiudicata la gara d'appalto per la costruzione del ponte di Pelješac (che unirà la parte inferiore della Croazia e Dubrovnik con il resto del Paese) ormai al lavoro da un paio di mesi. Interessi cinesi in Croazia sono recentemente visibili anche nelle ferroviarie e nei porti (ad esempio Fiume e Zara). Inoltre, la Camera di Commercio Croata e l'Ente Nazionale Croato per il Turismo hanno aperto degli uffici di rappresentanza a Shanghai. Infine Dubrovnik è stato l'ospite per il "16 + 1 Summit del Turismo" nel settembre 2018 a cui hanno partecipato i ministri del turismo.

 

Aziende ed altre realtà interessate alla partecipazione al Forum Economico del 12 aprile, devono registrarsi sul sito ufficiale di Camera di Commercio Croata (Hrvatska Gospodarska Komora- HGK, link in calce) che consente a tutti i partecipanti di aver accesso alle informazioni e ad ogni aspetto organizzativo del vertice (ad esempio l’informazioni utili per il soggiorno a Dubrovnik o nelle zone limitrofe) . La scadenza per l'iscrizione è il 1 aprile.

 

https://croatia-forum2019-ceec-china.hgk.hr/

Giovedì 13 giugno, a Roma, si terrà il Business Forum Italia-Ucraina. L’evento, a cui sarà presente un rappresentante ACCOA, avrà luogo presso la sede di Confindustria - co-organizzatrice dell’evento insieme all’Agenzia ICE, - in occasione dalla visita di una delegazione imprenditoriale coordinata dall’Ukranian League of Industrialists and Entrepreneurs (ULIE). Si segnala, inoltre, la presenza del Vice Primo Ministro e Ministro dello Sviluppo Economico e del Commercio dell’Ucraina, Stepan Kubiv.

 

Perché partecipare? Fare il punto di una relazione economica fortunata. La ripresa economica e l’entrata in vigore della Deep and Comprensive Free Trade Area (2016) hanno determinato un aumento costante dei flussi commerciali tra Ucraina e Unione Europea. Aumento a cui è stato soggetto anche l’export italiano, passato da 1 miliardo di euro a 1,6 nel 2018.

 

La scadenza per le adesioni (https://www.confindustria.it/Aree/opp174.nsf/iscrizione?openform) è fissata al 10 giugno.

Nel corso del 2019 "Novosadski Sajam" ("Novi Sad Fair") a Novi Sad in Serbia, offre diverse fiere ed eventi interessanti e di grande valore come la Fiera internazionale dell'Agricoltura, Giorni dell'Energia, Fiera Internazionale del Libro , Fiera Internazionale dell'Educazione LINEE GUIDA, "LORIST" (fiera di Caccia, Pesca, Turismo, dell'Ecologia) e infine Fiera dell'Apicoltura della Regione del Danubio.

Uno degli eventi più importanti sono i Giorni dell'Energia si svolgeranno alla fine di febbraio (27-28), durante i quali i partecipanti potranno entrare in contatto con il mondo dell'energia e dei suoi soggetti: aziende, nuove tecnologie energetiche per l'efficienza energetica, tutela dell’ambiente, energia verde, senza dimenticare le organizzazioni finanziarie che operano nel settore, nonché autorità locali e comunali. Nel 2018 l'evento ha riunito oltre 2000 esperti provenienti da Serbia, Italia, Ungheria, Germania, Repubblica Ceca, Slovenia, Republika Srpska (BiH), Francia, Grecia e Belgio.

Particolarmente rilevante è anche la Fiera Internazionale dell’Agricoltura, il più grande evento del settore nell'Europa centrale e sud-orientale. Questa sarà l'86a edizione, che durerà dall'11 al 17 maggio 2019 con principale Paese partner l'Italia. I temi e le mostre saranno incentrate sulle più moderne macchine agricole e tecniche di coltivazione, le più recenti prestazioni scientifiche sull’agricoltura, alimenti biologici, indicazioni geografiche tipiche e specialità tradizionali così come molti altri prodotti agricoli, macchine e servizi da numerosi paesi.

Ogni anno sono sempre più gli espositori e i partecipanti provenienti da tutto il mondo (lo scorso anno erano presenti circa 1.500 espositori). Per la Fiera Internazionale dell’Agricoltura sono attese le ditte non solo dall'Europa, ma anche da altri continenti e il numero di paesi partecipanti è in aumento. Nel 2018 a Novi Sad hanno partecipato i rappresentanti da 60 paesi, ad esempio: Polonia, Italia, Gran Bretagna, Cina, India, Germania, Francia , Grecia, Russia, Israele, Spagna, Bulgaria, Paesi Bassi, Turchia, Tunisia, Romania, Ucraina, Repubblica Ceca e tanti altri. Durante la Fiera si tengono incontri internazionali "AgroB2B@NSFair" (lo scorso anno hanno preso parte 119 rappresentanti di aziende provenienti da 16 paesi diversi). La fiera è arricchita da molte attività ed eventi collaterali come il Festival del vino nuovo di primavera, Concorso di salto ostacoli, Giornata della Famiglia, La Corsa dei Carri e lo Small Animal Show.

Pagina 1 di 34

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo



Login Form

Registrati per essere sempre informato sulle novità e per iscriverti alla nostra newsletter!

Registrati