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A partire dal 15 dicembre la Banca centrale macedone inizierà a stampare nuove banconote da 200 e 2.000 denari, ritirando dalla circolazione le banconote da 5.000 dinari. La decisione è stata causata dalla necessità di rivedere la struttura monetaria del denaro circolante all'interno del paese. Lo scarso utilizzo nelle transazioni giornaliere, dovuto a causa del suo elevato valore nominale. ha indotto la Banca centrale macedone a rimuovere la banconota da 5.000 denari.

Il rapporto “Previsioni economiche regionali” della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo” prevede la crescita dell’economia serba nel 2017 con un aumento del PIL del 2,7 per cento. A contribuire a questo risultato sono gli investimenti dei privati e una timida ripresa dei consumi. Un elemento di rischio è l’aumento della produzione nelle acciaierie di Smederevo, visti gli annunci di un massiccio piano di investimenti da parte dei nuovi proprietari cinesi.

Il nuovo presidente della Repubblica di Bulgaria è il socialista Rumen Radev, principale candidato di opposizione, che ha ottenuto il 59 per cento dei voti nel ballottaggio di domenica 13 novembre 2016. Esce sconfitta la candidata del partito governativo Tsetska Tsacheva, fermatasi al 36 per cento. La vittoria di Radev, con posizioni meno ostili alla Russia rispetto a quelle attuali hanno spinto il Primo Ministro Boyko Borisov ad annunciare le dimissioni. Si prevede la creazione di un governo di transizione in vista di elezioni politiche da tenersi nella primavera 2017.

Le elezioni presidenziali della Moldova sono state vinte da Igor Dodon, candidato filo-russo che aveva già ottenuto un buon risultato al primo turno. Nel ballottaggio Dodon ha superato di circa 5 punti percentuali l’altra candidata, Maia Sandu, ex economista della Banca Mondiale e filo-occidentale. Il neo-presidente ha già annunciato la possibilità di indire un referendum consultivo per definire l’orientamento geopolitico del paese, diviso tra la storica presenza russa e la nuova mentalità filo-occidentale.

La rivista statunitense “Forbes”, dedicata agli affari e alla finanza, ha dedicato un articolo alla Macedonia e alle opportunità di investimenti nel paese guidato dal leader del partito Vmro-Dpmne Nikola Gruevski. A pesare sul giudizio della rivista la stabilità politica, l’orientamento alla crescita e all’integrazione euro-atlantica intrapresa dai governi Gruevski, oltre che i numerosi investimenti stranieri degli ultimi anni testimoniati dal recente rapporto Doing Business della Banca Mondiale. La Repubblica di Macedonia ha un livello di tassazione sulle attività produttive tra le più basse a livello mondiale, con un livello medio per le imprese del 7,4%. Si possono ottenere ulteriori benefici fiscali se si decide di investire all’interno delle Zone tecnologiche di sviluppo industriale, diffuse in tutta la Repubblica.

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