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Il Presidente della Repubblica di Romania Klaus Iohannis sottolinea con soddisfazione l’istituzione della sede di coordinamento di Confindustria per i Balcani a Bucarest, segno della nuova credibilità e affidabilità del Paese. Nella capitale romena si sono incontrati i vertici delle sezioni di Romania, Bulgaria, Serbia, Montenegro, Bosnia e Albania per la prima assemblea generale di Confindustria Balcani. Confindustria Romania, fondata nel 2003, è stata la prima rappresentanza della Confederazione italiana all'estero.

L’agenzia ICE di Belgrado, l’Ambasciata d’Italia a Belgrado e il Ministero per lo Sviluppo Economico hanno coordinato una due giorni dal titolo “Italy and Serbia building together” nella capitale serba il 19 e 20 ottobre 2016 per supportare gli interessi delle imprese italiane del settore nella Repubblica di Serbia. Operatori del settore quali ANCE e OICE hanno espresso soddisfazione e possibilità di sviluppo proficue per l’internazionalizzazione delle PMI italiane.

La presidente della Repubblica di Croazia Kolinda Grabar-Kitarovic ha espresso soddisfazione per gli sviluppi del nuovo gasdotto transadriatico (TAP), anche in virtù delle preoccupazioni geopolitiche che interessano l’Unione Europea. Secondo la Presidente Kitarovic, è fondamentale attuare il gasdotto ionico-adriatico (IAP) per collegare la rete croata con il TAP. Il collega albanese Bujar Nishani ha sottolineato l’importanza dell’Italia quale partner per la creazione di un mercato energetico comune nel Sud-Est Europa grazie al TAP, con una possibile espansione verso i paesi del Centro Europa.

È stata indetta dal governo della Repubblica del Montenegro una gara pubblica d’acquisto per il 30 per cento delle quote del Porto di Antivari (Bar). I potenziali acquirenti devono sottoporre un programma d'investimento per ottenere il diritto di gestione del porto per un anno, con possibilità di ottenere un ulteriore pacchetto delle azioni tramite ricapitalizzazione.

Sono riprese dopo anni di inattività le operazioni nella miniera di piombo e zinco di Zletovo grazie al passaggio di proprietà alla compagnia Bulmak, sussidiaria della bulgara Minstroy. I precedenti investitori anglo-indiani avevano abbandonato l’impianto, con gravi conseguenze sull’economia locale. I nuovi proprietari hanno assicurato la stampa locale sulla presenza di tutti i permessi per le normali operazioni estrattive.

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