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L’Estonia continua a lavorare sulla criptovaluta nazionale. Dopo aver ultimato il sistema per richiedere la residenza per via elettronica, il paese baltico rinsalderebbe il proprio primato come pioniere informatico dovesse rilasciare la divisa virtuale nei prossimi mesi. Pensato come mezzo per facilitare gli investimenti esteri nel paese, l’EstCoin sarà finanziato attraverso un Initial Coin Offering regolamentato dal governo estone (processo attraverso il quale la nuova criptodivisa è finanziata direttamente dagli acquirenti), i cui proventi verranno reindirizzati verso lo sviluppo delle infrastrutture digitali del paese. Tuttavia il progetto è stato criticato dal presidente della Banca Europea Mario Draghi, il quale ha messo l’accento sulla pericolosità della proliferazione di possibili nuove criptovalute, che rappresenterebbero alternative alla moneta unica in violazione ai Trattati Europei.

Ad una conferenza stampa concessa alla emittente serba Ntv, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, accompagnato dal suo omologo Aleksandar Vucic, ha espresso il suo desiderio che il gasdotto “Turkish Stream” sia esteso fino alla Serbia. Il capo di stato della Repubblica di Turchia ha inoltre sottolineato come sia in atto una discussione continua riguardante il progetto con il presidente russo Vladimir Putin.

Dragan Covic, membro croato della presidenza della Bosnia ed Erzegovina, ha dichiarato che il paese balcanico potrebbe ottenere lo status di paese candidato all'entrate nell'Unione Europea entro il mese di aprile 2018. Le parole del presidente bosniaco risultano, però, in contrasto con le considerazioni del rappresentante speciale di Bruxelles a Sarajevo, Lars Gunnar Wiegemark, il quale ha espresso il suo disappunto verso la situazione di stallo nel campo delle riforme riscontrato in Bosnia, che, di fatto, impedisce al paese di avanzare una proposta credibile alle istituzioni europee.

La Slovenia ha annunciato di voler rinnovare per cinque anni l’accordo che regola la consegna del gas proveniente dalla Russia al paese alpino in scadenza nel 2018 che prevede la consegna di 830 milioni di metri cubi di gas all’anno. Il premier Miroslav Cerar si recherà in Russia tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo per definire i dettagli del nuovo contratto.

Cambio di governo in Repubblica Ceca: dopo il voto di domenica 22 ottobre, il nuovo premier è Andrej Babis, che ha conquistato il 30% dei voti. L’ex ministro delle finanze e leader del partito Ano 2011 (Partito dei Cittadini Scontenti, in ceco Akce nespokojených občanů) avrà 78 seggi su 200 e si vedrà quindi costretto a formare una coalizione. Seguono, al secondo posto, gli euro-scettici del Partito Democratico Civico (in ceco Občanská demokratická strana), al terzo i Pirati (in ceco Česká pirátská strana) che debuttano in Parlamento, al quarto la destra xenofoba Svoboda a přímá demokracie, guidata dall’uomo d’affari di origina giapponese Tomio Okamura, al quinto i comunisti del Partito Comunista di Repubblica Ceca e Moravia (in ceco Komunistická strana Čech a Moravy), al sesto il Partito di governo uscente, il Partito Social-democratico (in ceco Česká strana sociálně demokratická) ed infine, ad un misero 5.8%, i partner della coalizione del governo uscente, l’Unione Cristiano-Democratica (in ceco Křesťanská a demokratická unie).

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